Difficoltà di erezione

Il termine “difficoltà di erezione” deriva e sostituisce il vecchio termine “impotenza” per la ragione che impotenza suggerisce una incapacità definitiva piuttosto che una incapacità occasionale. Definizioni alternative sono “problemi di erezione”, “inibizione dell’erezione” e “incapacità di erezione”.

Sono stati identificati due tipi di difficoltà di erezione. Chi non è stato mai in grado di raggiungere una erezione per la penetrazione, soffre di difficoltà primaria. Chi invece ha una storia di erezioni per la penetrazione con un periodo particolare di difficoltà di erezione, soffre di difficoltà secondaria. La difficoltà secondaria è molto più frequente e può essere trattata con maggiore successo.

Numerosi sono coloro che sperimentano, nella loro vita sessuale, episodi singoli di difficoltà di erezione. Fattori responsabili possono essere stati di affaticamento
di affaticamento, stato di salute precario, assunzione di farmaci o di bevande alcoliche. La difficoltà di erezione non deve essere considerata un grosso problema a meno che non si verifichi continuamente o per un periodo di tempo sufficientemente lungo da provocare uno stato di stress a entrambi i partner o soltanto all’uomo.
L’erezione è un processo automatico, un riflesso, e quindi non comandato dalla volontà dell’uomo. Quando un uomo soffre di difficoltà di erezione, si ha la mancanza del flusso di sangue che normalmente scorre nel pene e lo inturgidisce, anche se l’uomo è eccitato e stimolato.
Le cause della difficoltà di erezione possono essere fisiche, psicologiche o di entrambi i tipi. Queste sono alcune delle cause più frequenti:
Fattori fisici (organici):
. danno al midollo spinale
. malattie come il diabete e la sclerosi multipla
. effetti di droghe, come l’alcol, l’eroina e alcuni farmaci prescrivibili
. intervento chirurgico come quello per il cancro della prostata.

Fattori psicologici ed educativi:
. convinzione, di origine religiosa, che il sesso sia sporco, peccaminoso, diabolico
. paura della castrazione nell’atto sessuale
. disgusto del sesso
. ansia di non esibire prestazioni adeguate
. esperienze sessuali precedenti insoddisfacenti
. senso di colpa o di conflitto derivato da esperienze omosessuali
. relazioni con partners castranti (ovvero con donne che attivano relazioni sessuali e di coppia, mortificanti e offensive).
Masters e Johnson hanno sviluppato un approccio rapido e efficace per trattare i problemi di erezione. Successivamente le loro idee sono state modificate e elaborate da altri, In sintesi, l’approccio di Masters e Johnson tende a ridurre la paura del fallimento, a far praticare alla coppia esercizi a scopo terapeutico e al tempo stesso a incoraggiare lo sviluppo di una reale comunicazione tra i partner, aiutando a ridurre qualunque ansia sulla espressione sessuale di uno o dell’altro partner.
Altri terapeuti hanno ampliato e raffinato il programma di base di Masters e Johnson. La dottoressa Helen Kaplan, ad esempio, utilizza tecniche psicoanalitiche, terapie farmacologiche e comportamentali, qualora se ne presenti la necessità.

Sono di grande valore le tecniche riabilitative che prevedono un rapido e continuo recupero dell’attività sessuale con relativo ampio soddisfacimento della sessualità per la coppia.

Quesiti ricorrenti

  • Mio marito non è mai riuscito ad avere una erezione. Io so che se ne dispera,
    ma non vuole farsi aiutare. Cosa devo fare?
    E’ naturale per un uomo sentirsi terribilmente inadeguato in situazioni del
    genere. La cosa migliore che lei può fare è cercare di sostenerlo e cercare con pazienza di portarlo, insieme a lei, da un consulente sessuale qualificato. In generale, le difficoltà di erezione sono interpretate, in caso di sintomatologia che non lascia dubbi, come un problema interno alla relazione di coppia.
    Forse la sua volontà a svolgere un ruolo in questa situazione può almeno
    stimolarlo a cercare qualcuno a cui chiedere aiuto.
    A volte ci vuole qualche tempo prima che un uomo affronti questa sua
    difficoltà. Spesso, quando non è sufficiente la semplice evidenza del
    problema, sono le frustrazioni accumulate che spingono un uomo a recarsi
    dal terapeuta.

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