Dal vaginismo ci si tira fuori e si entra in una vita bellissima!

Sono Mary e scrivo perché ho una bella storia da raccontare: la storia di come il vaginismo non fa più parte della mia vita, la storia di una donna felice!

Se ripenso a me stessa qualche mese fa provo una forte tenerezza per quella ragazza fragile e insicura, complessata e paralizzata da assurdi sensi di colpa, che si sentiva spesso inadeguata alle situazioni che avrebbe dovuto affrontare e che non si focalizzava mai su sé stessa se non per stilare la lista dei propri difetti e delle proprie mancanze. Al posto suo ora ci sono io: una persona più consapevole del proprio valore, una ragazza molto più sorridente e spensierata, una donna che si vuole bene!!! Questa è la primavera della mia vita!!!

Il motivo per cui io sia stata vaginismica non lo conosco e sinceramente non mi interessa indagarlo…posso immaginare che un notevole contributo lo abbia dato la ferrea educazione ricevuta: fin da piccola sono stata responsabilizzata e portata a non deludere mai le aspettative delle persone che amavo, in primis quelle dei miei genitori. Questo non significa che io colpevolizzi loro del mio vaginismo, anzi….dai miei genitori ho imparato quanto sia importante avere determinazione anche quando si ha paura di affrontare qualcosa. Ed io quella determinazione ce l’ho, è stata la mia forza propulsiva.

Negli anni passati mi rendevo benissimo conto che la mia paura era folle, irrazionale, fortissima, ma credevo che col tempo sarebbe svanita, magari magicamente. Credevo di avere solo bisogno di tempo, che il mio non fosse un reale problema, non immaginavo minimamente che invece avesse addirittura un nome.

La persona che è al mio fianco da quindici anni mi ha sempre amato perdutamente, il nostro è un rapporto di complicità e lealtà, profondo, unico, bellissimo, che ora mi rendo conto di aver messo per troppo tempo in grave pericolo col mio problema. La nostra sessualità prevedeva quasi tutto….quasi….mancavano la penetrazione ed il mio totale abbandono! Io cercavo di renderlo felice per quel che potevo, ma ovviamente era una sessualità privata di una componente importantissima e questa situazione era frustrante per entrambi.

Un pomeriggio mi imbatto in un articolo che parla di vaginismo e mi ci rivedo, perfettamente! NO! La mia prima reazione è stata questa: NO! Non sono io! Io non ho questo problema perché il mio non è un problema…ho tenuto quella scoperta per me, non ne parlai neanche al mio ragazzo . Mi dissi: ce la farò da sola, un giorno quando non avrò più altre ansie mi rilasserò e ci riuscirò, ho solo bisogno di non avere altre pressioni…di dare quell’esame che mi sta facendo impazzire, di fare quel colloquio che non mi fa dormire…..

Trovavo mille scuse…: prima lo studio, poi la ricerca di un lavoro, di una mia indipendenza, l’organizzazione del matrimonio e lo stress che ne deriva….e una volta che la laurea è stata presa, il lavoro è stato trovato, la casa è stata comprata e il matrimonio è stato celebrato….il problema è rimasto lo stesso…pesante come un macigno!

Alla mia prima ed irrevocabile visita ginecologica il mio vaginismo mi si piazza davanti agli occhi, non è stato più possibile ignorarlo. Ricordo la paura, il dolore, gli occhi del dottore che mi guardano e che mi fanno sentire un fenomeno da baraccone, l’umiliazione, la delusione, il crollo…Nell’ imbarazzo di quel medico e nell’espressione indelicata della sua infermiera, leggevo chiaramente quello che stavano pensando e che io per prima da sempre pensavo sul mio conto: che fossi fatta male, che non fossi una vera donna, che fossi sbagliata!

Mio marito era lì con me, come sempre d’altronde, lui c’è sempre stato rispettandomi e avendo cura di me per quella che ero. Ma anche a lui era stato riservato lo stesso trattamento. E questo non potevo permetterlo!

Ero a pezzi, avevo toccato il fondo, avevo guardato negli occhi la mia inadeguatezza…a quel punto non potevo fare più finta di niente e lasciare che la mia situazione rovinasse la mia vita, ho finalmente ammesso di avere un problema e di aver bisogno di aiuto! Ho finalmente agito con intelligenza: io “quel” problema lo avevo e dovevo, ma soprattutto volevo, risolverlo. Affronto l’argomento con mio marito. Era finalmente giunto il momento di essere felice, col mio uomo, nella nostra vita, nella nostra famiglia!

Insieme, come sempre, cerchiamo info in internet e troviamo il numero della dottoressa Perrone. La chiamo con la voce tremante. Prendo un appuntamento. Chiudo la telefonata. E’ fatta! In quell’istante avevo appena compiuto il primo, più importante e difficile passo del mio meraviglioso percorso!

Da allora il mio cammino verso la guarigione è stato in discesa, il che non significa che io non abbia avuto momenti in cui pensavo di non farcela. Semplicemente il timore della sconfitta non urlava tanto quanto la determinazione, la forza che neanche io sapevo di avere, la consapevolezza di provare un sentimento verso me stessa, di volermi bene!

E’ la prima volta nella mia vita in cui riconosco di volermi bene…ed è meraviglioso!

Inoltre vedo solidificarsi ulteriormente il rapporto con mio marito. Il mio percorso ha ravvivato la nostra complicità, il nostro affiatamento, la nostra voglia di viverci ogni istante. Ho rincontrato il ragazzo speciale di cui mi sono innamorata anni fa, con la sua premura, la sua protezione, la sua comprensione, la sua sincera fiducia in me.

Ora facciamo l’amore, ridiamo, giochiamo, ci amiamo, siamo felici! La nostra sessualità sta crescendo e si sta alimentando di fantasia, spontaneità, passione.

E tutto questo lo devo alla dottoressa Perrone, che mi ha portato a scalare una montagna ripidissima con estrema facilità. Ho sentito da subito di potermi fidare ed affidare. Settimana dopo settimana, ho compiuto dei passi enormi che prima di tutto stupivano me, ma poi stupivano anche un po’ lei. Sì, perché ne sono uscita in pochissimi mesi senza alcuna reale difficoltà. Ogni settimana sentivo l’incoraggiamento e quel crescente sentimento d’amore verso me stessa che prima difficilmente provavo. In questi mesi ho conosciuto una parte di me bellissima: la capacità di mettercela tutta per non deludere me stessa! Ho sempre trovato le risorse per non deludere mai le persone che contano su di me, che amo, che stimo, ma prendere coscienza di essere in grado di usare la stessa determinazione per me stessa è stato sorprendente e a volte anche commovente.

Ora ho la certezza di poter affrontare difficoltà enormi, senza che queste mi schiaccino prima ancora che io cominci a combatterle.

Vorrei tanto che la mia felice esperienza dia la carica a reagire ad altre donne fragili e “uniche” nella loro situazione come lo ero io. All’unicità vissuta con accezione negativa deve far posto il pensiero di diventare a donne uniche, speciali!

Dal vaginismo ci si tira fuori, e si entra in una vita bellissima!!!

Ciao

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 + 5 =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>